Il progetto Stargate UK di OpenAI, presentato come uno dei pilastri della cooperazione tecnologica tra Regno Unito e Stati Uniti, è finito al centro di forti dubbi dopo una nuova inchiesta del Guardian. Il nodo principale è che il sito considerato centrale per il data center non sarebbe mai stato visitato sul posto da OpenAI prima dell’annuncio pubblico.
A pesare è anche la dimensione economica dell’operazione: dei 30 miliardi di sterline indicati dal governo britannico come potenziale investimento complessivo, ben 20 miliardi sarebbero in realtà una semplice stima dei costi necessari per costruire l’infrastruttura, non un impegno finanziario già definito.

Stargate UK appare molto meno concreto di quanto annunciato
L’iniziativa era stata presentata come il più importante progetto britannico di OpenAI, con l’obiettivo di portare nel Paese infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale insieme a Nscale e Nvidia. Il sito più importante del piano era un data center previsto nell’area industriale di Cobalt Park, nel North Tyneside, poi indicata dal governo come zona di crescita per l’AI.
I documenti ottenuti tramite accesso agli atti mostrano però un quadro molto diverso dalla narrativa istituzionale. OpenAI e Nscale non avrebbero mai incontrato le autorità locali competenti per il sito, mentre Nvidia avrebbe avviato un contatto soltanto mesi dopo la visita di Donald Trump a Londra, durante la quale il progetto era stato messo in vetrina come accordo simbolico tra i due Paesi.
Il risultato è che una parte rilevante del progetto viene oggi descritta come un’operazione più vicina alla comunicazione politica che a un’infrastruttura già pronta a partire. Questo è un dettaglio importante perché, per un data center AI di questa scala, verifiche sul territorio, disponibilità energetica e coordinamento con le autorità locali sono elementi essenziali fin dalle prime fasi.
- Il sito chiave individuato era Cobalt Park nel North Tyneside.
- OpenAI non avrebbe effettuato un sopralluogo fisico del sito principale prima dell’annuncio.
- OpenAI e Nscale non risultano aver incontrato le autorità locali competenti.
- Il progetto è stato sospeso ad aprile per dubbi su regolamentazione e costi dell’energia.
I 30 miliardi sbandierati dal governo includono 20 miliardi solo teorici
Il secondo elemento che ridimensiona Stargate UK riguarda i numeri. Il governo britannico aveva parlato di 30 miliardi di sterline di investimenti attesi per l’area. Di questi, 10 miliardi sarebbero collegati a Blackstone per un altro data center indipendente dal progetto OpenAI e ancora in sviluppo.
In pratica, quei 20 miliardi corrisponderebbero al costo stimato per costruire le strutture e garantire la potenza necessaria, non a capitali già impegnati da partner specifici. La distinzione è tutt’altro che secondaria: un conto è dichiarare un investimento effettivo, un altro è indicare quanto potrebbe costare riempire il progetto fino alla sua scala massima.
Anche il tema energia resta critico. La documentazione citata indica che il sito non era collegato alla rete nazionale e che sarebbe stata proposta una soluzione alternativa di alimentazione, senza dettagli pubblici. In parallelo il governo continua a sostenere che l’area potrà arrivare a una capacità elettrica totale di 1,1 gigawatt, con oltre 400 megawatt disponibili dal 2028.
- Valore annunciato dal governo: 30 miliardi di sterline.
- Quota legata a Blackstone: 10 miliardi di sterline, per un progetto separato da OpenAI.
- Quota teorica restante: 20 miliardi di sterline, descritti come potenziale investimento futuro.
- Capacità elettrica promessa per l’area: 1,1 gigawatt, con oltre 400 megawatt dal 2028.
Per OpenAI il dossier britannico resta aperto, ma solo a condizioni più favorevoli
OpenAI non ha chiuso del tutto la porta al progetto, ma ha ribadito che un eventuale ritorno dipenderà da condizioni più solide sul piano normativo ed energetico. Questo lascia intendere che Stargate UK non è archiviato in modo definitivo, però oggi non ha ancora i requisiti minimi per trasformarsi in un’infrastruttura AI realmente eseguibile.
Per chi segue il settore, la vicenda è utile anche come indicatore di mercato. I grandi data center dedicati all’intelligenza artificiale richiedono potenza elettrica abbondante, tempi autorizzativi chiari e investimenti già strutturati. Quando uno di questi elementi manca, anche i progetti più ambiziosi possono fermarsi rapidamente, nonostante dichiarazioni pubbliche molto forti.
- OpenAI continua a valutare il progetto, ma senza una nuova tempistica.
- I due ostacoli principali restano energia e quadro regolatorio.
- La vicenda mostra quanto l’infrastruttura sia il vero collo di bottiglia dell’AI su larga scala.
