Data center AI

Data center AI, il consumo d’acqua reale può superare di molto i dati dichiarati

La corsa globale alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sta portando con sé un problema meno visibile dei consumi elettrici: l’acqua. Microsoft, Google, Amazon e altri grandi gruppi prevedono investimenti complessivi nell’ordine di 1.000 miliardi di dollari tra quest’anno e il prossimo per espandere data center e capacità di calcolo AI.

Il punto critico è che molte aziende comunicano soprattutto l’acqua usata direttamente nei siti, mentre resta spesso fuori il fabbisogno idrico della generazione elettrica che alimenta i data center.

AI 数据中心耗水量远超企业披露,发电间接用水成巨大隐形消耗

Il consumo idrico dei data center AI è molto più ampio del dato dichiarato

I report di sostenibilità dei grandi operatori digitali indicano normalmente il consumo diretto d’acqua dei data center, usato in larga parte per il raffreddamento. Il problema è che questo dato non fotografa l’intera filiera energetica.

La differenza dipende soprattutto da come viene prodotta l’elettricità. Le centrali a carbone e quelle nucleari richiedono molta acqua, il gas naturale in genere meno, mentre eolico e solare hanno un impatto molto ridotto su questo fronte. Per questo due data center con consumi elettrici simili possono avere un’impronta idrica complessiva molto diversa.

  • Solo Meta include anche il consumo idrico indiretto legato alla generazione elettrica nei propri conteggi pubblici.
  • Google ha dichiarato per il 2025 un consumo annuo di 10,9 miliardi di galloni, in crescita del 34%, quasi tutto legato al raffreddamento dei data center.
  • Una ricerca di Alex de Vries-Gao stima per Google un consumo indiretto pari a circa tre volte quello diretto.
  • Per Meta, il consumo idrico indiretto del 2024 ha raggiunto 19 miliardi di galloni, oltre 20 volte il consumo diretto.
Obbligo normativo
Non esiste un obbligo generale di rendicontazione completa tra consumo diretto e indiretto
Voce più critica
L’alimentazione elettrica può pesare più del raffreddamento in sé
Il tema non è solo quanta acqua usa il data center, ma quanta ne serve per produrre l’energia che lo fa funzionare.
La contabilizzazione parziale del consumo idrico rischia di sottostimare l’impatto ambientale delle nuove infrastrutture AI.
Numeri chiave emersi
Investimenti previsti in infrastrutture AI
1.000 miliardi di dollari complessivi tra quest’anno e il prossimo
Rapporto medio tra consumo indiretto e diretto
Circa 12 a 1
Consumo idrico annuo dichiarato da Google
10,9 miliardi di galloni
Crescita annua del dato Google
+34%

Le strategie dei big tech puntano su compensazioni, rinnovabili e raffreddamento a circuito chiuso

Google, Amazon, Microsoft e Meta stanno cercando di ridurre la pressione idrica con approcci diversi. Una parte della strategia passa dall’acquisto di energia rinnovabile per compensare i consumi complessivi, ma questo non significa che ogni data center sia alimentato in tempo reale solo da fonti a basso impatto idrico.

Un fronte più concreto riguarda il raffreddamento. Nvidia ha mostrato un sistema a circuito chiuso che, dopo il primo riempimento, non richiede acqua aggiuntiva in esercizio. Microsoft ha già annunciato che dal 2027 tutti i nuovi data center useranno questa tecnologia.

  • Meta ha fissato l’obiettivo di diventare positiva sul fronte idrico entro il 2030, ma senza un piano specifico dedicato al consumo indiretto.
  • Microsoft parla di data center a zero consumo d’acqua operativo e di obiettivi di reintegro superiori ai prelievi.
  • Amazon sostiene di avere un’efficienza idrica dei data center pari a 7 volte la media di settore e di aver completato il 75% del percorso verso la compensazione integrale dei
  • Nvidia e Microsoft spingono sui sistemi di raffreddamento a circuito chiuso per azzerare il consumo diretto in esercizio.
Problema principale delle strutture
L’upgrade dei sistemi evaporativi è costoso
Le soluzioni sul sito possono ridurre il consumo diretto, però il carico idrico può semplicemente spostarsi verso la produzione elettrica.
La vera efficacia delle misure annunciate dipenderà dall’abbinamento tra tecnologie di raffreddamento e mix energetico locale.
Impegni e soluzioni annunciate
Microsoft
Adozione del circuito chiuso su tutti i nuovi data center dal 2027
Amazon
Oltre 700 progetti eolici e fotovoltaici nel portafoglio globale
Meta
Obiettivo di bilancio idrico positivo entro il 2030
Nvidia
Sistema di raffreddamento che non richiede rabbocchi d’acqua in esercizio

Il vero rischio è la concentrazione dei nuovi data center in aree già esposte a stress idrico

La pressione aumenta perché molti nuovi poli AI vengono costruiti in zone dove terra ed energia costano meno, ma l’acqua è più scarsa. Un’analisi recente indica che circa due terzi dei nuovi data center negli Stati Uniti sorgono in aree con disponibilità idrica limitata, come l’area di Phoenix.

Le stime per Phoenix mostrano quanto il tema possa diventare strutturale: oggi il consumo idrico totale, diretto e indiretto, dei data center rappresenta circa il 3% dell’uso annuo cittadino, ma entro il 2031 potrebbe superare il 20%.

  • Circa due terzi dei nuovi data center statunitensi si concentrano in aree con scarsità d’acqua.
  • A Phoenix il consumo idrico totale dei data center vale oggi circa il 3% del totale urbano.
  • Entro il 2031 Phoenix potrebbe salire oltre il 20% del consumo annuo cittadino legato ai data center.
  • Dal 2024 a oggi progetti AI per 170 miliardi di dollari sono stati rallentati, bloccati o cancellati anche per timori ambientali e mancanza di trasparenza.
Motivo della concentrazione
Terreni ed energia a basso costo
Rischio concreto
Conflitto crescente tra industria, rete elettrica e disponibilità idrica locale
Il punto più sensibile non è solo l’efficienza del singolo impianto, ma dove viene costruito e con quale fonte energetica viene alimentato.
L’espansione dell’AI sta trasformando l’acqua in una variabile infrastrutturale centrale quanto energia, suolo e capacità di rete.
Indicatori territoriali
Quota attuale dei data center sui consumi
Circa 3%
Possibile quota entro il 2031 a Phoenix
Oltre 20%
Valore dei progetti AI frenati o cancellati dal
170 miliardi di dollari

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