Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha lasciato intendere che una maggiore adozione della AI generativa avrebbe potuto aiutare Destiny 2 a gestire meglio il suo ciclo di vita, riducendo parte della pressione produttiva che oggi pesa sui giochi online di lunga durata.
L’osservazione arriva mentre lo sparatutto di Bungie continua a convivere con un calo di slancio dovuto a più fattori: aggiornamenti percepiti come deboli, modifiche ai sistemi poco apprezzate e una macchina produttiva sempre più costosa da sostenere nel tempo.

Destiny 2 resta un caso emblematico dei limiti dei giochi live service
Negli ultimi anni Destiny 2 è passato dall’essere uno dei riferimenti tra gli sparatutto online in prima persona a un progetto in evidente affanno. Il problema non sembra legato a una sola scelta sbagliata, ma a un insieme di criticità che hanno indebolito ritmo, qualità percepita e continuità dei contenuti.
Tra i nodi più citati ci sono cambiamenti ai sistemi di gioco non accolti bene, una narrativa successiva meno incisiva e una cadenza degli aggiornamenti non sempre all’altezza delle aspettative di una community abituata a un flusso costante di novità.
- Destiny 2 richiede una produzione continua di contenuti per evitare cali di interesse.
- Le modifiche di sistema introdotte nel tempo non hanno sempre convinto i giocatori.
- Il supporto post-lancio è diventato più difficile da mantenere con la stessa intensità iniziale.
Tim Sweeney collega il problema alla mancata spinta sulla AI generativa
Sweeney ha commentato la situazione con una frase volutamente allusiva, osservando che sarebbe utile avere una nuova tecnologia capace di risolvere il problema e far prosperare giochi come Destiny. Pur senza citare apertamente la AI generativa, il riferimento appare chiaro alla luce delle sue posizioni pubbliche sul tema.
Il manager sostiene da tempo un uso più ampio dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei videogiochi. In questa lettura, strumenti generativi potrebbero alleggerire parte del lavoro necessario per creare asset, attività e contenuti ricorrenti, rendendo più sostenibile la gestione di un titolo live service.
- Sweeney non ha nominato direttamente la tecnologia, però il riferimento alla AI generativa è considerato evidente.
- Epic guida da tempo una linea più aperta verso l’uso dell’intelligenza artificiale nello sviluppo.
- L’idea di fondo è ridurre tempi e costi di produzione dei contenuti continuativi.
Costi, risorse e gestione interna spiegano perché Destiny 2 fatica di più
Una delle spiegazioni più concrete emerse riguarda la redditività complessiva del gioco durante il suo intero ciclo di vita. Il problema non sarebbe semplicemente vendere meno del previsto, ma il fatto che per sostenere la piattaforma serva produrre una mole enorme di nuovi contenuti, con costi molto elevati e ricavi non sempre proporzionati.
A questo si aggiunge la percezione che Bungie abbia spostato una parte rilevante delle energie su Marathon, sottraendo risorse che in precedenza alimentavano Destiny 2. In parallelo, viene contestato anche l’uso interno dei capitali generati dal gioco, con investimenti destinati ad altri progetti ancora in incubazione e alla nuova sede aziendale.
- La produzione continua di contenuti è descritta come estremamente costosa.
- Parte delle risorse sarebbe stata reindirizzata verso Marathon.
- I ricavi di Destiny 2 non sarebbero stati sempre reinvestiti in modo diretto sul gioco.


