WeChat ha annunciato un nuovo giro di vite contro gli account pubblici che imitano enti ufficiali, media, professionisti o personaggi noti. Dall’inizio dell’anno la piattaforma ha già preso provvedimenti su 81.276 account, con 1.532 chiusure definitive.
L’intervento punta a ripulire nomi profilo, descrizioni e identità ingannevoli, con particolare attenzione a chi usa diciture pseudo-istituzionali, titoli non verificati o inserisce link e riferimenti a contenuti vietati. È un aggiornamento importante perché mostra un controllo più severo sull’ecosistema creator della piattaforma.
WeChat rafforza i controlli su nomi, identità e account che simulano autorevolezza
La nuova azione di WeChat si concentra sulle irregolarità legate al nome dell’account e alle informazioni di profilo. Nel mirino ci sono gli account che si presentano come organismi ufficiali, quelli che adottano un linguaggio da testata giornalistica per sembrare autorevoli e quelli che aggiungono titoli professionali senza aver completato la relativa verifica.
La piattaforma ha chiarito che, oltre ai casi di imitazione diretta, verranno sanzionati anche i profili che sfruttano eventi di tendenza, fingono di essere coinvolti in fatti di cronaca o si presentano come professionisti di settori sensibili senza certificazione. Le misure previste includono pulizia delle informazioni del profilo, limitazioni operative, sospensioni e chiusura dell’account nei casi più gravi.
- Provvedimenti su 81.276 account dall’inizio dell’anno.
- 1.532 account chiusi in modo definitivo.
- Tra i comportamenti colpiti ci sono imitazione di enti ufficiali, falsa identità professionale e uso di espressioni da media o canali di servizio.
- WeChat segnala anche i profili che inseriscono riferimenti o collegamenti a contenuti vietati, inclusi materiali legati a gioco d’azzardo o pornografia.
Quali comportamenti vengono puniti e cosa cambia per creator e profili professionali
WeChat invita i creator a non usare nomi o simboli simili a quelli di organismi pubblici, media o canali di assistenza, perché possono indurre gli utenti a credere di trovarsi davanti a un servizio ufficiale. Sono considerate a rischio anche formule che ricordano sportelli amministrativi o canali di supporto istituzionale.
Un altro punto centrale riguarda i settori professionali come finanza, sanità, giustizia ed educazione. Chi pubblica contenuti in questi ambiti deve completare la certificazione della qualifica prima di aggiungere un titolo professionale al profilo.
- Vietato usare denominazioni uguali o simili a enti pubblici, strutture militari o mezzi di informazione.
- Non si possono aggiungere titoli come professore, medico o altri ruoli professionali senza verifica completata.
- Sono sanzionati i profili che si spacciano per protagonisti di eventi di attualità o che pubblicano a nome di pazienti e soggetti coinvolti.
- Restano proibiti software per gonfiare i numeri, compravendita di certificazioni influenti e reti di account fittizi.






