Il progetto degli AirPods Pro con fotocamere a infrarossi sarebbe stato messo in pausa da Apple, nonostante nei mesi scorsi fosse emerso come un prodotto ormai vicino alla produzione di massa. Il nome in codice interno indicato è H90 e, almeno per ora, non c’è alcuna conferma ufficiale da parte dell’azienda.
La notizia è rilevante perché si tratta di uno dei wearable più discussi dell’ecosistema Apple: un paio di auricolari pensati non per scattare foto, ma per raccogliere dati visivi sull’ambiente circostante e alimentarli con funzioni AI legate a Siri, al controllo gestuale e all’audio spaziale.

Il progetto H90 sarebbe stato sospeso a un passo dalla produzione
Le indicazioni più recenti parlano di una sospensione del progetto dedicato agli AirPods Pro con sensori a infrarossi integrati. Il punto interessante è che il dispositivo era già stato descritto come molto vicino al completamento, con un avvio produttivo considerato plausibile fino a poco tempo fa.
Resta però da chiarire il significato esatto di questa pausa: non è ancora chiaro se Apple abbia cancellato definitivamente il prodotto oppure se si tratti di un rinvio temporaneo. In precedenza, il lancio era già stato spostato al 2027 per via delle difficoltà nello sviluppo delle funzioni AI di Siri e dei modelli di visione artificiale necessari a riconoscere oggetti e contesto intorno all’utente.
- Nome in codice interno: H90.
- Il prodotto era stato indicato come vicino alla produzione di massa.
- Una precedente finestra di lancio parlava del 2027.
- Apple non ha rilasciato commenti ufficiali sulla situazione.
Come dovevano funzionare gli AirPods Pro con sensori visivi
Dal punto di vista tecnico, questi AirPods Pro non erano pensati come auricolari con fotocamera tradizionale. Le indiscrezioni descrivono sensori infrarossi a bassa risoluzione destinati a raccogliere informazioni ambientali da passare a Siri e ai sistemi di Apple Intelligence, così da abilitare funzioni contestuali basate su ciò che l’utente ha intorno.
Ogni auricolare avrebbe integrato un sensore dedicato e, per fare spazio all’hardware, Apple avrebbe leggermente allungato lo stelo. Tra gli impieghi più interessanti c’erano il riconoscimento dei gesti delle mani senza toccare gli auricolari e una migliore integrazione con dispositivi come Apple Vision Pro, con benefici soprattutto sul fronte dell’audio spaziale.
- Sensori previsti: infrarossi a bassa risoluzione.
- Obiettivo principale: acquisire dati visivi dell’ambiente per funzioni AI.
- Controlli possibili: gesture per play, pausa e cambio traccia.
- Integrazione prevista con Apple Vision Pro per un’esperienza spaziale più ricca.
Tra problemi di AI e privacy europea il progetto si è complicato
Le cause dello stop non sono state chiarite, ma i due fronti più citati restano lo sviluppo software e la conformità normativa. Da una parte Apple sarebbe ancora impegnata a migliorare la qualità delle funzioni AI di Siri e dei modelli visivi necessari a interpretare l’ambiente in modo affidabile.
Il nodo europeo sarebbe particolarmente pesante. La combinazione tra GDPR, direttiva ePrivacy e AI Act renderebbe molto difficile distribuire un dispositivo del genere se la raccolta dei dati ambientali richiedesse il consenso esplicito delle persone coinvolte.
- Possibile ostacolo tecnico: maturità insufficiente delle funzioni AI di Siri.
- Possibile ostacolo normativo: conformità alle regole europee sulla privacy.
- I sensori avrebbero raccolto informazioni ambientali e biometriche in spazi pubblici.
- La richiesta di consenso esplicito ai soggetti coinvolti può diventare un limite pratico decisivo.




