Il reparto legale di miHoYo ha annunciato che la Corte Suprema del Popolo ha respinto la richiesta di riesame presentata da Pinduoduo nel contenzioso per concorrenza sleale. Resta quindi confermata la sentenza di secondo grado, con un risarcimento da 1 milione di yuan per la piattaforma di e-commerce.
La vicenda ruota attorno a una campagna collegata a Genshin Impact: Pinduoduo aveva promosso online un’attività con il messaggio “1 yuan per ottenere 10.000 Primogemme”, spingendo gli utenti a scaricare l’app.

La Corte Suprema conferma la decisione contro Pinduoduo
La decisione chiude un passaggio importante della causa avviata da miHoYo contro Shanghai Xunmeng Information Technology, società collegata a Pinduoduo. Dopo il primo grado, che aveva riconosciuto la pubblicità ingannevole e fissato un risarcimento di 350.
Con il rigetto della richiesta di riesame, la Corte Suprema ha ritenuto infondati i motivi presentati da Pinduoduo e ha sostanzialmente confermato i punti centrali della sentenza d’appello. Si tratta di un esito rilevante perché consolida sia la valutazione sull’ingannevolezza del messaggio pubblicitario, sia quella sull’uso dei segni distintivi legati a Genshin Impact.
- La richiesta di riesame di Pinduoduo è stata respinta.
- Resta valida la sentenza di secondo grado con risarcimento da 1 milione di yuan.
- Confermato anche l’obbligo di rimuovere gli effetti negativi della campagna tramite pubblicazione correttiva.
Perché la campagna su Genshin Impact è stata considerata illecita
Il caso nasce da una campagna diffusa su piattaforme video, dove venivano reclutati creator per pubblicare contenuti promozionali a tema Genshin Impact. Nei video o nei commenti compariva il collegamento all’iniziativa “1 yuan per ottenere 10.000 Primogemme”, con invito a cliccare e scaricare l’app Pinduoduo.
Per i giudici, il messaggio pubblicitario non corrispondeva alla reale modalità dell’attività proposta, perché gli utenti non ricevevano la valuta interna del gioco ma partecipavano soltanto a una lotteria ospitata sulla piattaforma.
- La formula promozionale “1 yuan per ottenere 10.000 Primogemme” è stata ritenuta in contrasto con il funzionamento reale dell’iniziativa.
- La Corte ha considerato il messaggio capace di indurre in errore i consumatori.
- L’uso dei riferimenti al gioco è stato giudicato idoneo a creare confusione su una collaborazione ufficiale.
- Nel calcolo del risarcimento hanno pesato intenzionalità, durata della condotta e circostanze concrete del caso.



