Baidu Apollo Go, il servizio di robotaxi noto in Cina come Luobo Kuaipao, ha ottenuto una sentenza favorevole in una causa per diffamazione online. Il Tribunale Internet di Pechino ha stabilito che alcuni contenuti pubblicati da una società di comunicazione di Jinan attribuivano al servizio fatti falsi e ne danneggiavano la reputazione commerciale.
La decisione di primo grado è già entrata in vigore e la controparte ha eseguito quanto disposto dal giudice: risarcimento dei danni e pubblicazione di scuse ufficiali. Il caso mostra quanto il tema della guida autonoma sia ormai centrale anche sul piano legale, oltre che tecnico e commerciale.

Il tribunale ha riconosciuto la diffamazione contro Apollo Go
La causa riguardava contenuti online che definivano il servizio di robotaxi come “la più grande truffa al mondo” e parlavano di presunti meccanismi opachi dietro al progetto. Il tribunale ha ritenuto che queste affermazioni fossero costruite su fatti inventati e diffuse in modo tale da ledere l’immagine pubblica del marchio.
Nella decisione è stato inoltre riconosciuto il carattere offensivo di diverse espressioni denigratorie usate nei confronti dell’azienda. Per il giudice, questi contenuti erano sufficienti ad abbassare la valutazione sociale del servizio e a danneggiarne concretamente la reputazione.
- Il procedimento è stato esaminato dal Tribunale Internet di Pechino.
- La società convenuta è una media company con sede a Jinan.
- Le frasi contestate includevano accuse di inganno e riferimenti a presunti retroscena finanziari.
- Il giudice ha qualificato i contenuti come diffamatori e in parte anche ingiuriosi.
Risarcimento e scuse pubbliche chiudono il caso
La società ritenuta responsabile ha già adempiuto agli obblighi imposti dalla sentenza, versando il risarcimento e pubblicando una dichiarazione di scuse sulla rete ufficiale degli annunci dei tribunali. Si tratta quindi di un contenzioso definito non solo sul piano giuridico, ma anche su quello pratico.
Apollo Go ha ribadito che continuerà a tutelarsi contro insulti, diffamazione e altri comportamenti illeciti online. Il messaggio è chiaro: con l’espansione dei servizi di mobilità autonoma, anche la comunicazione pubblica attorno a questi progetti viene monitorata con maggiore attenzione.
- La parte condannata ha risarcito il danno.
- Le scuse sono state pubblicate tramite il circuito ufficiale degli avvisi giudiziari.
- L’azienda ha confermato una linea di tutela legale attiva contro i contenuti lesivi.


