Per iPhone 18 Pro iniziano a circolare dettagli interessanti sul futuro chip A20 Pro, e il punto più rilevante non riguarda solo la potenza. La novità più concreta è il cambio di packaging: Apple starebbe passando dal sistema PoP al più evoluto WMCM, con l’obiettivo di migliorare gestione termica e integrazione interna.
Nel materiale emerso compare anche un aumento dell’area del Neural Engine, insieme al supporto a memoria LPDDR6 a 96-bit. In pratica, il focus sembra essere chiaro: più spazio alle funzioni di calcolo legate all’AI on-device, senza far crescere troppo l’ingombro complessivo del chip.

A20 Pro cambia struttura interna per gestire meglio calore e spazio
La modifica più importante riguarda il passaggio da PoP a WMCM. Nel primo caso la memoria viene impilata sopra il chip; nel secondo, i componenti vengono integrati in modo più compatto all’interno dello stesso pacchetto. Il risultato atteso è una migliore distribuzione dei componenti e una gestione più ordinata del calore.
Nel caso di un SoC da smartphone, questa scelta conta molto nell’uso reale: quando il carico sale, ad esempio con giochi, foto elaborate o funzioni AI, ridurre i punti critici di temperatura può aiutare a mantenere prestazioni più stabili.
- PoP significa memoria impilata sopra il processore.
- WMCM integra più componenti nello stesso package in modo più compatto.
- La memoria DRAM non sarebbe più sopra il chip, ma spostata di lato.
- L’obiettivo dichiarato è migliorare la dissipazione del calore sotto carico.
Più spazio al Neural Engine e memoria LPDDR6 a 96-bit
Un altro elemento da tenere d’occhio è la memoria: A20 Pro viene indicato come compatibile con LPDDR6 a 96-bit. È un dettaglio importante perché il bus di memoria influenza la capacità del chip di spostare dati rapidamente, soprattutto quando il telefono deve gestire più operazioni insieme.
Nello schema emerso, il Neural Engine appare anche più grande. Questo suggerisce che Apple stia dando più peso alle elaborazioni legate all’intelligenza artificiale eseguite direttamente sul dispositivo, una scelta che può tradursi in risposte più rapide e meno dipendenza dal cloud.
La combinazione tra bus di memoria più ampio, nuovo packaging e area maggiore per il motore neurale va nella stessa direzione: rendere il chip più adatto ai carichi moderni, dove prestazioni, efficienza e funzioni AI devono convivere nello stesso spazio fisico.
- Memoria indicata: LPDDR6 a 96-bit.
- Il Neural Engine risulta più grande nel layout mostrato.
- Apple sembra ottimizzare il chip per l’AI eseguita direttamente sul telefono.
- L’area del package resta comunque vicina a quella di A19 Pro.
