Una grave violazione informatica che ha colpito Tata Electronics in India avrebbe esposto oltre 630 GB di dati riservati, inclusi materiali tecnici legati a prodotti Apple non ancora annunciati.
Il caso è particolarmente rilevante perché non riguarda semplici indiscrezioni commerciali, ma file di ingegneria e produzione. Apple ha già avviato un’indagine, mentre il contenuto trafugato sembra concentrarsi soprattutto su architettura hardware, processi di fabbrica, test interni e controllo qualità.

Il furto di dati da Tata Electronics coinvolge progetti Apple ancora in sviluppo
L’attacco viene attribuito al gruppo World Leaks, che avrebbe pubblicato nel dark web più di 200.000 file sottratti ai sistemi interni di Tata Electronics. Nel pacchetto rientrano documenti Apple, ma anche file tecnici riferiti ad altri clienti industriali come Tesla.
Tata Electronics ha confermato di aver rilevato l’incidente informatico nelle settimane precedenti al 22 giugno e di aver attivato i protocolli di risposta. L’azienda sostiene che l’operatività delle varie attività non sia stata compromessa, ma la portata del materiale sottratto rende il caso molto serio sul piano della sicurezza industriale.
- Dati sottratti: oltre 630 GB di materiale riservato.
- File coinvolti: più di 200.000 documenti interni.
- Tra i contenuti emersi ci sono schemi hardware, documenti di produzione, test di laboratorio e build iOS prive di interfaccia utente.
- Apple ha avviato un’indagine interna sull’accaduto.
Nei file rubati compaiono iPhone 18 Pro, A20 Pro, modem C2 e un riferimento a iPhone Fold
L’analisi iniziale dei file indica la presenza di schemi dettagliati della scheda logica di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, identificati internamente con i codici V63 e V43. I progetti sarebbero stati realizzati con Siemens NX e mostrerebbero la struttura multilivello della scheda, la disposizione dei chip e informazioni sui fornitori.
Tra i documenti sottratti c’è anche il manuale tecnico del chip A20 Pro, nome in codice Borneo. Il materiale lascia intendere un ulteriore passo avanti rispetto ad A19 Pro, con miglioramenti sul fronte prestazioni, elaborazione delle immagini tramite ISP e sicurezza del display.
Un altro elemento importante è il modem proprietario Apple C2, nome in codice Ganymede. I documenti ne suggeriscono l’adozione sulla gamma iPhone 18 Pro, ma al momento non emergono dettagli concreti su processo produttivo o prestazioni di rete. Nei file appare anche un riferimento a un pieghevole chiamato iPhone Fold, con codice interno V68, senza ulteriori indicazioni su design o tempistiche.
- iPhone 18 Pro: codice interno V63.
- iPhone 18 Pro Max: codice interno V43.
- Chip A20 Pro: nome in codice Borneo.
- Modem Apple C2: nome in codice Ganymede.
- iPhone Fold: compare il codice interno V68.
Tra i file ci sono anche test interni e una curiosa strategia Apple contro le fughe di notizie
Gran parte del materiale trafugato riguarda controllo qualità, collaudi hardware, processi di assemblaggio e procedure di linea produttiva. Nel pacchetto sarebbero presenti anche immagini ad alta qualità e video di drop test riferiti soprattutto a iPhone 17 Pro e iPhone 15.
Uno dei dettagli più particolari emersi dai video riguarda le contromisure anti-leak adottate da Apple durante lo sviluppo di iPhone 17 Pro. Per mascherare i prototipi, l’azienda avrebbe usato confezioni con immagini volutamente false, raffigurando un iPhone inesistente con un modulo fotocamera simile a quello di un iPad Pro M4.
- I file rubati includono anche documenti di controllo qualità e procedure di assemblaggio.
- Sono emersi video di test di caduta relativi soprattutto a iPhone 17 Pro e iPhone 15.
- Apple avrebbe usato confezioni con render falsi per confondere eventuali osservatori interni o esterni.

