Toyota ha interrotto lo sviluppo della Lexus LF-ZC, la berlina elettrica di fascia alta che avrebbe dovuto rappresentare il nuovo riferimento del marchio, ma non ha accantonato il pacchetto tecnico preparato per questo progetto.
Le tecnologie già sviluppate, tra cui nuove batterie, piattaforma elettrica dedicata e fusione integrata dei componenti strutturali, sono considerate ormai pronte per la produzione di serie e confluiranno in un modello successivo già in fase di pianificazione.

Toyota cancella la LF-ZC ma salva il cuore tecnologico del progetto
La conferma dello stop è arrivata direttamente dal management Toyota, che ha chiuso lo sviluppo della Lexus LF-ZC dopo una revisione interna del programma. La motivazione principale riguarda i costi troppo elevati legati a stampi e attrezzature produttive, un elemento che ha reso poco sostenibile il modello così come era stato impostato.
La scelta, però, non equivale a un passo indietro sull’elettrico. Toyota ha chiarito che la revisione rientra in un riordino più ampio dei progetti di prodotto e che l’esperienza accumulata con LF-ZC verrà riutilizzata. In pratica, il modello viene cancellato, ma il lavoro su architettura, software e processi industriali resta pienamente valido.
- Sviluppo della Lexus LF-ZC interrotto ufficialmente.
- Il nodo principale riguarda i costi elevati di stampi e impianti di produzione.
- Toyota ha già deciso di avviare la pianificazione di un modello erede.
- La revisione non viene presentata come un abbandono della strategia elettrica del gruppo.
Batterie, piattaforma dedicata e software Arene OS restano centrali
LF-ZC era soprattutto un laboratorio avanzato per la prossima generazione di elettriche Toyota e Lexus. Tra i punti più rilevanti c’erano una nuova batteria ad alte prestazioni di tipo prismatico, una piattaforma nativa per veicoli elettrici, una nuova architettura elettronica pensata anche per i sistemi di assistenza alla guida e tecniche di alleggerimento e miniaturizzazione.
Toyota aveva indicato per LF-ZC un’autonomia potenzialmente vicina al doppio rispetto a modelli con batterie agli ioni di litio convenzionali, insieme a tempi di ricarica più brevi. Sul fronte produttivo erano previsti anche fusione integrata e linee di assemblaggio semoventi, con l’obiettivo di migliorare efficienza e costi.
Non meno importante la parte software: il modello avrebbe dovuto adottare un abitacolo digitale basato su Arene OS, con assistente AI integrato capace di adattare navigazione e suggerimenti alle abitudini del conducente. Anche questo elemento resta strategico per i prossimi modelli.
- Nuova batteria prismatica ad alte prestazioni tra i pilastri del progetto.
- Autonomia stimata fino a circa il doppio rispetto a EV con batterie agli ioni di litio tradizionali.
- Ricarica più rapida tra gli obiettivi dichiarati del programma.
- Presenza di una nuova piattaforma elettrica dedicata e di un’architettura elettronica aggiornata per ADAS.
- Abitacolo digitale sviluppato su Arene OS con assistente AI.
