Il presidente di Voyah, Lu Fang, ha indicato un possibile cambio di scenario per il settore auto: con l’aumento dei costi di batterie, chip, memorie e materie prime industriali, mantenere gli attuali listini sta diventando sempre più difficile e i rincari appaiono sempre più probabili.
Il messaggio è netto: tagliare i prezzi non è più coerente con la struttura dei costi, soprattutto in un mercato dove l’auto resta un prodotto a lungo ciclo di vita e dove margini troppo compressi rischiano di pesare su sostenibilità industriale e servizi futuri.

I rincari delle materie prime stanno mettendo sotto pressione i prezzi delle auto
Intervenendo al forum estivo di Davos a Dalian, Lu Fang ha spiegato che l’intera filiera sta affrontando aumenti diffusi: memorie, batterie, prodotti petrolchimici, alluminio e acciaio sono tutti in crescita. In questo contesto, tenere fermi i listini è già complesso, mentre ulteriori ribassi vengono considerati poco realistici dal punto di vista industriale.
La posizione di Voyah è che un’auto non si esaurisce al momento dell’acquisto, ma richiede anche supporto e servizi nel tempo. Per questo, un settore che lavori stabilmente con margini negativi non viene ritenuto sostenibile né per i costruttori né per chi acquista.
- Lu Fang ritiene che un aumento dei prezzi auto sia uno scenario ad alta probabilità.
- Le voci di costo citate includono batterie, chip, memorie, acciaio, alluminio e derivati petrolchimici.
- Ridurre i prezzi, con costi produttivi in crescita, viene definito non coerente con la logica di business.
- Le case auto stanno cercando di compensare con miglioramenti su efficienza interna e controllo dei costi.
Le auto più economiche possono essere le prime a subire l’effetto dei rincari
Lu Fang sottolinea che i modelli di fascia alta hanno in genere una maggiore capacità di assorbire i rincari, mentre le auto più accessibili rischiano di essere le più esposte. In questo scenario, alcune proposte a basso margine potrebbero affrontare riduzioni produttive o uscire dal mercato se la pressione sui costi dovesse restare elevata.
Il quadro descritto non è isolato. Anche altri vertici del settore cinese dell’auto elettrica hanno parlato negli ultimi mesi di tensioni sui costi, in particolare sul fronte delle memorie e delle materie prime legate alla filiera delle batterie.
- Le fasce entry-level sono indicate come le più vulnerabili ai rialzi di costo.
- I modelli premium hanno in genere più margine per assorbire aumenti della filiera.
- Nel settore si teme che alcune auto a basso prezzo possano ridurre i volumi o sparire dall’offerta.
- Il consiglio espresso da più dirigenti del comparto è di anticipare l’acquisto se si sta valutando una nuova auto.

