Per il Galaxy Z Flip8, Samsung starebbe cambiando strategia sui chip: per le versioni destinate a Europa e Corea del Sud dovrebbe arrivare l’Exynos 2600, mentre per altri mercati la scelta non è ancora definita. È una mossa che punta a contenere i costi in una fase in cui memoria e storage stanno pesando sempre di più sulla produzione.
Il punto interessante è che, sui pieghevoli a conchiglia, la differenza tra un chip e l’altro tende a contare meno rispetto a design, compattezza e praticità d’uso. Proprio per questo Samsung sembra pronta a usare il processore proprietario su una parte della gamma, invece di affidarsi a una soluzione unica per tutti i mercati.

Galaxy Z Flip8 dovrebbe usare Exynos 2600 in Europa e Corea
Il Galaxy Z Flip8, atteso per agosto, sarebbe già entrato nelle fasi iniziali di produzione e dovrebbe adottare l’Exynos 2600 nelle unità vendute in Europa e in Corea del Sud. Per gli altri mercati, invece, il quadro non è ancora chiuso.
La scelta segna un cambio rispetto al Galaxy Z Flip7, distribuito globalmente con Exynos 2500. In passato, invece, la linea Flip aveva puntato più a lungo su soluzioni Qualcomm, almeno fino al Galaxy Z Flip6.
- Versioni Europa e Corea del Sud: Exynos 2600
- Altri mercati: configurazione ancora da definire
- Produzione iniziale già avviata
- Presentazione attesa: agosto
Exynos 2600 è un chip a 2 nanometri già associato alla gamma Galaxy S26
L’Exynos 2600 è descritto come un SoC mobile realizzato con processo produttivo a 2 nanometri. In precedenza sarebbe stato collegato anche alla gamma Galaxy S26, dove avrebbe già superato una fase di validazione sul mercato.
Il chip viene presentato come un aggiornamento importante rispetto alla generazione precedente, con alcuni osservatori che ne indicano un miglioramento netto delle prestazioni. Nel caso di un pieghevole come Flip8, però, il vantaggio principale sembra essere anche industriale, non solo tecnico.
- SoC mobile Samsung con processo a 2 nanometri
- Già associato in precedenza alla serie Galaxy S26
- Indicazioni di un salto prestazionale rispetto al modello precedente
Samsung punta sul chip proprietario per limitare l’impatto dei costi
Dietro la possibile scelta di Exynos c‘è soprattutto la pressione sui costi. DRAM e memorie NAND hanno continuato a salire di prezzo, rendendo più cara la produzione degli smartphone.
In questo scenario, utilizzare un processore sviluppato internamente costa meno rispetto all’acquisto di una soluzione esterna. È una leva utile per preservare i margini su una linea che, nelle intenzioni di Samsung, deve restare competitiva anche sul fronte del prezzo finale.
- Aumenti citati per DRAM e NAND
- Obiettivo: contenere i costi di produzione
- Vantaggio economico: chip proprietario rispetto a uno acquistato fuori
- La gamma Flip punta più su design e portabilità che su differenze estreme di potenza

