Huawei potrebbe avere una strada alternativa per arrivare a un chip con prestazioni paragonabili a un 1,4 nm senza passare dalle macchine EUV di ASML. A dare peso a questa ipotesi è Andrew B. Kahng, docente e ricercatore sui semiconduttori alla UC San Diego, che considera praticabile l’approccio Tau Law adottato dal gruppo cinese.
Il punto interessante non è solo tecnico: se questo percorso funzionasse davvero, Huawei potrebbe ridurre la dipendenza dalle tecnologie avanzate controllate da Stati Uniti e alleati, con un impatto importante sulla competizione globale nei chip.

Tau Law punta sulla velocità dei segnali non sulla miniaturizzazione
Nel processo tradizionale, l’evoluzione dei chip passa soprattutto dalla riduzione delle dimensioni dei transistor. Tau Law segue un’idea diversa: invece di spingere solo sulla scala geometrica, lavora sulla scala temporale, cioè sul tempo impiegato dai segnali per attraversare i vari elementi di un circuito.
In pratica, l’obiettivo è ottenere un comportamento equivalente a quello di un chip da 1,4 nm senza dover necessariamente usare litografia EUV. È un cambio di paradigma importante, perché aggira uno dei punti più delicati dell’industria dei semiconduttori avanzati.
Kahng ritiene che questa strada possa funzionare e che Huawei possa continuare a produrre chip con il metodo attuale, ma con segnali sufficientemente rapidi da avvicinarsi alle prestazioni di un processo molto più avanzato.
- Tau Law è stato presentato dal responsabile design chip di Huawei, He Tingo, a maggio.
- L’approccio non punta a rendere i transistor più piccoli, ma a far viaggiare più velocemente i segnali nel circuito.
- Secondo Huawei, la metodologia è stata affinata per sei anni prima di arrivare a una fase di utilizzo concreto.
Huawei sostiene di aver già prodotto 381 chip con questo metodo
L’aspetto più concreto è che il progetto non viene presentato come un semplice esercizio teorico. Huawei afferma di aver già prodotto in massa 381 chip basati su questo principio, segno che l’approccio è entrato almeno in una fase iniziale di applicazione industriale.
Restano però tempi lunghi prima di vedere un prodotto commerciale con prestazioni equivalenti a un 1,4 nm. Le stime citate indicano un possibile lancio nel 2031, quindi tra circa cinque anni.
Anche arrivando a quel traguardo, il contesto potrebbe essere già cambiato e l’industria dei semiconduttori potrebbe spingersi verso processi ancora più spinti. Il valore della notizia, però, sta nel messaggio strategico: Huawei potrebbe dimostrare di poter competere senza tecnologie prodotte da Stati Uniti o alleati.
- Huawei dice di aver già prodotto in massa 381 chip con Tau Law.
- L’orizzonte temporale indicato per un chip comparabile a 1,4 nm è il 2031.
- L’obiettivo non è solo prestazionale, ma anche strategico: ridurre la dipendenza da tecnologie esterne.

