Vertu torna a farsi notare nel segmento dei pieghevoli con un modello che punta tutto sul lusso: il nuovo telefono pieghevole viene proposto a 6.800 dollari (circa 6.240 euro). Una cifra che lo colloca già nella fascia ultra-premium, ben oltre i pieghevoli più diffusi.
Il dettaglio che colpisce di più, però, non è solo il prezzo. Il dispositivo monta un processore descritto come insolitamente datato per il 2026, un elemento che rende ancora più netto il contrasto tra posizionamento esclusivo e dotazione tecnica.

Vertu rilancia con un pieghevole
Il nuovo pieghevole Vertu parte da 6.800 dollari (circa 6.240 euro), una soglia che lo mette fuori portata rispetto alla maggior parte dei modelli concorrenti. Il posizionamento è chiaramente quello di un prodotto d’immagine, costruito per distinguersi più sul listino che sul rapporto qualità-prezzo.
Per chi guarda ai pieghevoli come alternativa pratica a uno smartphone tradizionale, il prezzo rende subito evidente che non si tratta di un dispositivo pensato per il grande pubblico.
- Prezzo annunciato: 6.800 dollari (circa 6.240 euro)
- Categoria: smartphone pieghevole di fascia ultra-lusso
- Posizionamento: prodotto esclusivo, non orientato al mercato di massa

Il punto critico è un processore giudicato vecchio per il 2026
Accanto al listino molto alto, c’è un elemento che stona parecchio: il pieghevole Vertu viene descritto come equipaggiato con un processore stranamente datato per il 2026. È il classico caso in cui l’immagine del prodotto va in una direzione, mentre la scheda tecnica ne racconta un’altra.
Per un dispositivo venduto a questa cifra, il processore è il dato che merita più attenzione insieme al prezzo. Quando un pieghevole costa così tanto, ci si aspetta un hardware all’altezza del segmento, non una piattaforma percepita come superata.
- Processore: descritto come datato rispetto al 2026
- Elemento chiave da valutare: il compromesso tra lusso e dotazione tecnica
- Manca un quadro completo su memoria, display e autonomia



