BYD sta guardando con attenzione all’Europa e, più precisamente, a impianti produttivi già esistenti ma oggi poco utilizzati. Stella Li, vice-presidente esecutiva del gruppo con responsabilità sulle attività internazionali, ha confermato colloqui con Stellantis e altri costruttori per rilevare stabilimenti disponibili.
Nel quadro delle valutazioni entra anche il tema dei marchi: BYD starebbe osservando alcune realtà storiche europee in difficoltà, e tra i nomi emersi c’è Maserati, indicata come un asset “molto interessante”. Al momento non risulta alcuna mossa formale sul marchio.

BYD cerca in Europa stabilimenti già pronti da riutilizzare
La linea del gruppo cinese è chiara: sfruttare capacità produttiva già installata invece di partire da zero. L’obiettivo dichiarato è trovare qualsiasi stabilimento disponibile in Europa, con un interesse specifico per impianti sottoutilizzati o fermi.
Il modello preferito da BYD non passa per una joint venture, ma per un’acquisizione diretta: comprare la fabbrica e gestirla in autonomia. È una scelta che riduce i tempi di avvio e permette di entrare più rapidamente nel mercato europeo.
- Colloqui in corso con Stellantis e altri costruttori europei.
- Focus su stabilimenti inutilizzati o con utilizzo ridotto.
- Preferenza per l’acquisto diretto, senza joint venture.
- Obiettivo: rafforzare la presenza industriale in Europa.

Cassino torna nel radar per capacità e piattaforma già installata
Tra i siti osservati c’è anche Cassino, stabilimento che ad aprile ha registrato zero giorni lavorativi. Il caso è tornato attuale perché l’impianto laziale rientra nel profilo cercato da BYD: struttura esistente, piattaforma già in sede e capacità teorica superiore a 150.000 unità l’anno.
Per un costruttore in espansione, un sito di questo tipo offre un vantaggio immediato: non serve costruire una fabbrica da zero e si può intervenire più rapidamente sulla produzione. È uno dei motivi per cui l’Italia viene considerata una pista concreta.
- Cassino è stato citato come possibile obiettivo.
- Ad aprile lo stabilimento ha segnato zero giorni lavorativi.
- Capacità teorica superiore a 150.000 unità annue.
- Presenza di una piattaforma già installata.
Maserati entra nel discorso, ma senza passi formali
La parte più delicata del dossier riguarda i brand. Stella Li ha spiegato che BYD sta valutando anche marchi storici europei in difficoltà e ha definito Maserati molto interessante, pur chiarendo che non è stata avviata alcuna azione formale.
Il tema resta comunque rilevante perché mostra come il gruppo cinese non guardi solo alle fabbriche, ma anche agli asset di marca. Per ora, però, si tratta di un interesse esplorativo e non di un’operazione in corso.
- Maserati è stata definita un marchio molto interessante.
- Nessuna azione formale è stata avviata.
- BYD osserva anche altri marchi europei in difficoltà.
- Il dossier riguarda sia le fabbriche sia gli asset di brand.
La crescita di BYD in Europa spinge verso una presenza più solida
La mossa si inserisce in una fase in cui BYD sta consolidando la propria crescita in Europa. Le vendite continuano ad aumentare e il gruppo sta cercando una struttura industriale più robusta per sostenere l’espansione.
Dall’altra parte, alcuni costruttori europei si trovano a fare i conti con impianti poco sfruttati e marchi in difficoltà. È questo equilibrio, tra opportunità industriali e debolezze competitive, a rendere credibili le trattative aperte dal gruppo cinese.
- Le vendite BYD in Europa sono in crescita.
- La ricerca di una terza fabbrica è un passaggio già noto nella strategia del gruppo.
- La disponibilità di impianti sottoutilizzati apre spazi di acquisizione.
- Il dossier riflette la pressione competitiva sui marchi europei.

