Mazda accelera in Cina

Mazda accelera in Cina: EZ-6 e EZ-60 spingono i NEV

Mazda sta accelerando sulla trasformazione elettrica in Cina e, a differenza di altri marchi giapponesi, sembra aver trovato una strada più concreta. Al Beijing Auto Show 2026, il direttore esecutivo senior Toru Nakajima ha ribadito che il marchio intende restare fedele alla propria identità mentre amplia in modo deciso la gamma a nuova energia.

Il dato più interessante è che la joint venture Changan-Mazda è vicina a diventare la prima in Cina a vendere più veicoli a nuova energia che auto a combustione. Nel primo trimestre del 2026 i modelli NEV hanno rappresentato il 47% delle vendite cinesi del marchio, con un peso ormai molto rilevante per Mazda.

Mazda all in on China electrification says director, first joint-venture to sell more NEVs than ICE cars

Mazda cambia passo in Cina con una strategia elettrica più solida

Mazda arriva tardi rispetto ad altri costruttori sul fronte elettrico, ma oggi il confronto è più interessante sulla qualità dell’implementazione che sulla tempistica. Dopo il debutto del primo EV, la MX-30, nel 2019, il marchio ha riorganizzato la propria presenza in Cina puntando su piattaforme e tecnologie condivise con Changan.

La svolta è arrivata con la berlina 6e, venduta in Cina come EZ-6, e con il SUV medio CX-6e, noto localmente come EZ-60. Entrambi sono proposti sia in versione elettrica sia come EREV, cioè con autonomia estesa, una soluzione che in Cina continua a essere molto appetibile per chi vuole ridurre l’ansia da ricarica senza rinunciare a un uso quotidiano più elettrico.

Il risultato commerciale è già visibile: tra aprile 2025 e marzo 2026 Mazda ha consegnato 91.061 unità, superando di quasi il 20% l’obiettivo interno di 76.000 unità.

  • Il primo trimestre 2026 ha visto 21.619 consegne Mazda in Cina.
  • I modelli 6e/EZ-6 e CX-6e/EZ-60 valgono oltre il 40% delle vendite mensili nel trimestre.
  • La quota NEV ha raggiunto il 47% delle vendite trimestrali cinesi del marchio.
  • Mazda punta a diventare la prima joint venture in Cina a vendere più NEV che auto termiche.
Evento
Beijing Auto Show 2026
Manager citato
Toru Nakajima, senior executive director
Quota NEV nel Q1 2026
47%
Consegne aprile 2025-marzo 2026
91.061 unità
Mazda sta costruendo in Cina una crescita più credibile sul fronte elettrico, con numeri che finalmente contano più della semplice presenza in gamma.
La strategia resta legata in modo stretto alla partnership con Changan, che fornisce architetture e tecnologia di base per i modelli di nuova generazione.

EZ-6 e EZ-60 sono i modelli che stanno trainando il cambiamento

La 6e, commercializzata in Cina come EZ-6, e la CX-6e, venduta come EZ-60, sono i due modelli che hanno reso concreta la svolta di Mazda. Non si tratta di semplici conversioni elettriche di vecchi prodotti, ma di vetture sviluppate sulla piattaforma EPA di Changan, con una base tecnica più adatta a sostenere una gamma NEV moderna.

Questa scelta è importante perché la precedente esperienza elettrica di Mazda in Cina non aveva funzionato: la CX-30 EV, derivata in modo molto diretto dalla crossover a combustione, ha avuto un’accoglienza debole e tra il 2022 e il 2024 si è fermata a circa 500 unità complessive.

Il nuovo approccio è quindi più pragmatico. Mazda continua a vendere la propria identità di marca, ma poggia la parte tecnica su una struttura più competitiva, con offerte sia full electric sia a autonomia estesa.

  • 6e e EZ-6 sono la stessa vettura, con nome diverso per mercati diversi.
  • CX-6e e EZ-60 sono il SUV medio che affianca la berlina nella nuova offensiva.
  • Entrambi i modelli sono disponibili come EV e come EREV.
  • Il passaggio alla piattaforma Changan EPA è il punto tecnico centrale della nuova fase.
Prima EV Mazda
MX-30, annunciata nel 2019
Modello poco riuscito
CX-30 EV
Vendite CX-30 EV
circa 500 unità tra 2022 e 2024
Base tecnica dei nuovi modelli
piattaforma EPA di Changan
Il salto vero non è solo nell’elettrico, ma nel modo in cui Mazda ha smesso di limitarsi a elettrificare modelli nati per il termico.
Mazda ha già avviato vendite e preordini dei nuovi modelli anche in mercati internazionali, segnale che la piattaforma condivisa non è pensata solo per la Cina.
Mazda all in on China electrification says director, first joint-venture to sell more NEVs than ICE cars

Le joint venture giapponesi restano forti, ma la partita elettrica non è chiusa

Il mercato cinese continua a essere difficile per i marchi stranieri, soprattutto perché i costruttori locali hanno un vantaggio evidente su infotainment, software e funzioni basate su intelligenza artificiale. Mazda si muove quindi in un contesto dove la semplice presenza di un NEV non basta più per garantire successo.

Anche altri gruppi giapponesi hanno ormai introdotto modelli a nuova energia nelle proprie joint venture cinesi, dalla Nissan Sylphy di Dongfeng-Nissan alla bZ5 di FAW-Toyota. Ma il confronto più delicato resta quello tra tecnologia, prezzo e percezione del marchio.

Nel caso Mazda, la crescita NEV è facilitata anche da una base di partenza ancora relativamente piccola nel mercato cinese. Questo rende più semplice alzare la quota elettrica, ma non diminuisce il valore del risultato: la direzione intrapresa è finalmente coerente e i numeri iniziano a premiarla.

  • Dongfeng-Nissan continua a vendere la Sylphy, uno dei modelli più popolari del mercato cinese.
  • Alcune joint venture giapponesi vendono ancora soprattutto modelli termici o ibridi.
  • I marchi locali restano avanti su software, infotainment e funzioni AI.
  • La crescita Mazda va letta insieme alla dimensione ancora contenuta delle vendite complessive in Cina.
Vendite Mazda in Cina nel Q1 2026
21.619 unità
Peso NEV nel trimestre
47%
Relazione Mazda-Changan
20 anni
Prospettiva industriale
più modelli NEV con sviluppo congiunto
Per Mazda la vera sfida non è entrare nel mercato elettrico, ma mantenere identità e competitività mentre i brand cinesi alzano continuamente l’asticella.
Non risultano ancora piani ufficiali o documenti di omologazione MIIT per i prossimi modelli Mazda destinati alla Cina, ma è atteso che continueranno a nascere su piattaforme Changan.
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