Samsung ha avviato le prime fasi di sviluppo dell’Exynos 2800, il chip destinato a equipaggiare il Galaxy S28 previsto per il 2028. Il progetto, noto internamente con il nome in codice “Vanguard”, è ancora nelle fasi preliminari, ma la direzione tecnica è già tracciata — e rivela un cambio di rotta significativo rispetto ai piani originali dell’azienda.
Secondo un report coreano, Samsung punta a chiudere la fase di design entro il 2026 per poi passare il testimone alla divisione foundry. Il nodo produttivo scelto è l’SF2P+, la terza generazione del processo da 2nm dell’azienda. Un’evoluzione, non una rivoluzione — e probabilmente è proprio questo il punto.
SF2P+ da 2nm: qualità prima della corsa al numero
Il nodo SF2P+ rappresenta il passo successivo rispetto all’SF2 già impiegato su Exynos 2500 e sull’imminente Exynos 2700. Samsung definisce la variante “P+” come un’ottimizzazione focalizzata su efficienza energetica e resa produttiva — due aree in cui i chip Exynos hanno tradizionalmente faticato rispetto alla concorrenza Snapdragon.
La scelta del 2nm per il 2800 suggerisce che Samsung non abbia fretta di bruciare le tappe verso nodi più aggressivi. L’obiettivo dichiarato è portare sul mercato un chip stabile, con rese di produzione elevate — un requisito fondamentale per uno smartphone di punta come il Galaxy S28, che viene venduto in decine di milioni di unità l’anno.
Il 1.4nm può aspettare: prima la stabilità
Fino a poco tempo fa, Samsung puntava a fare un salto diretto verso il nodo da 1.4nm entro il 2027. Quei piani sono stati abbandonati. Il 1.4nm è ora atteso non prima del 2029, con l’azienda che preferisce consolidare il 2nm prima di spingersi oltre.
Non è una sorpresa. La miniaturizzazione dei transistor è sempre più difficile e i benefici in termini di prestazioni e consumi non sono più così lineari come in passato. Samsung sembra aver deciso di smettere di inseguire i numeri sul paper e di concentrarsi invece su un’integrazione più stretta tra la divisione chip e quella foundry — con l’obiettivo di ottimizzare il processo produttivo dall’interno.
Un segnale positivo in questa direzione arriva dall’Exynos 2700, il chip dell’anno prossimo, anch’esso su 2nm: i lavori procedono senza intoppi, il che suggerisce che la maturità del processo SF2P stia reggendo le aspettative.

