Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max Teardown

Xiaomi 17 Pro e Pro Max: cosa si nasconde all’interno?

La serie Xiaomi 17 Pro non ha attirato l’attenzione solo per schede tecniche di alto livello e per il ritorno del display posteriore, ma anche per alcune scelte ingegneristiche che meritano di essere analizzate da vicino. Grazie al teardown realizzato da WekiHome, possiamo osservare come Xiaomi abbia strutturato internamente i due modelli, evidenziando differenze e compromessi interessanti.

Design esterno: più di una questione estetica

Prima ancora di aprirli, i due modelli colpiscono per il lavoro fatto sul design. Le colorazioni ispirate alla SU7 e i bordi sottilissimi del display frontale (1,18 mm) trasmettono un senso di cura e maturità. Lo schermo posteriore, ormai marchio di fabbrica, è più integrato e funzionale: anteprima selfie con la fotocamera principale, notifiche essenziali e perfino wallpaper animati che danno un tocco di personalità.

Sul fronte peso, il Pro resta più maneggevole con 192,8 g, mentre il Pro Max sale a 219,9 g, segno che non tutto è stato fatto per la leggerezza.

Accesso e layout interno: un lavoro denso

Lo smontaggio parte in modo classico, con il carrellino SIM a doppio slot dotato di guarnizione antipolvere e anti-acqua e la cover in fibra di vetro fissata da adesivo. Una volta aperto, si nota subito la densità del layout: i flat cable intrecciati nell’area fotocamere complicano le operazioni e mostrano quanto Xiaomi abbia spinto in termini di miniaturizzazione.

Interessante il pacchetto di sensori integrato nello stesso modulo: autofocus laser, emettitore IR posteriore, flash LED, microfono posteriore e due sensori di luce ambientale, uno dei quali dedicato al display secondario.

Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max Teardown

Il blocco fotocamere: differenze sottili ma reali

Guardando il “Deco” metallico, il Pro Max utilizza un’anodizzazione completa, mentre il Pro mostra segni di lavorazione CNC post-anodizzazione: dettagli invisibili all’utente, ma che indicano processi produttivi differenti. In entrambi i casi, Xiaomi ha applicato membrane impermeabili e schiume antipolvere per migliorare la resistenza nel tempo.

Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max Teardown

Se principale e ultra-wide sono identiche (50 MP Light Hunter 950L e OmniVision OV50M), il Pro Max vince sul tele periscopico. Usa un Samsung GN8 più grande e una struttura ottica più semplice (singolo riflesso), mentre il Pro adotta un sistema a “W” con tre riflessioni: più compatto, ma con sensore minore (JN5). Da qui nascono differenze pratiche: il Pro mette a fuoco da soli 20 cm, il Max da 30 cm, ma il Max ha più qualità pura sul lungo raggio.

Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max Teardown

Display secondario e componenti principali

Il display OLED posteriore è realizzato da Huaxing Optoelectronics e protetto da Xiaomi Longjing Glass, con refresh a 120Hz e dimming DC-like. Curioso notare che cambiano i chip touch: Goodix per il Pro Max, FocalTech per il Pro. Una scelta che non impatta l’uso quotidiano, ma dimostra una fornitura componenti diversificata.

Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max Teardown

Sul fronte dissipazione termica, il Pro Max ha una grafite più estesa che copre anche l’area del teleobiettivo a periscopio, mentre il Pro si limita a batteria e parte bassa. Da qui nasce parte del vantaggio del Max in termini di stabilità sotto stress.

Un aspetto critico riguarda invece l’antenna NFC: a causa della schermatura creata dalla lamina di rame che ricopre internamente lo schermo posteriore, le onde non possono attraversarlo. Per questo motivo l’antenna è stata spostata all’esterno della bobina di ricarica wireless. Una posizione meno comoda rispetto al classico posizionamento in alto, ma necessaria per integrare il secondo display.

Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max Teardown

Scheda madre e cuore hardware

Il 17 Pro monta la scheda madre a tre strati più piccola mai realizzata da Xiaomi, con soli 1343 mm², simile alle dimensioni di iPhone 16 Pro Max. Xiaomi 17 Pro Max, invece, resta su un design a due strati.

Il cuore resta lo stesso per entrambi: Snapdragon 8 Gen 5, RAM SK Hynix LPDDR5X a 9600 MT/s e storage Samsung UFS 4.1. La dissipazione è affidata a una camera di vapore ad anello con contatto diretto sul SoC.

Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max Teardown

Batterie a celle impilate: una prima volta

La vera innovazione è la batteria a celle impilate a forma di L: 7500 mAh per il Pro Max e 6300 mAh per il Pro, entrambe con ricarica rapida a 100W (effettivi circa 80W). Grazie all’alto contenuto di silicio, fino al 16%, il Pro Max raggiunge densità record oltre 900 Wh/L. Nei test, il Max si ricarica in circa 41 minuti, il Pro in 47..

Altri dettagli tecnici

  • USB-C: downgrade a USB 3.2 Gen1 (5 Gbps), ma con supporto DisplayPort e ricarica inversa a 22,5W.
  • Motore vibrazione: Max con ESA0809E di 3ª gen, Pro con SSA0809C.
  • Display principale: tecnologia M10 con “Super Pixel” per aumentare la nitidezza percepita pur restando su 1200p.
Xiaomi 17 Pro

Il teardown dei due modelli racconta bene la direzione di Xiaomi: non più smartphone “tuttofare”, ma prodotti con scelte mirate. Batterie record, display posteriore e nuove tecniche di dissipazione sono punti di forza evidenti.

Dall’altra parte ci sono compromessi: la posizione scomoda dell’antenna NFC, il downgrade sulla porta USB e le differenze di dissipazione e fotocamera tra Pro e Pro Max.

La scelta, quindi, non si riduce solo alla dimensione: il Pro Max è più prestazionale e completo, il Pro più compatto e innovativo sul design ottico. In entrambi i casi, Xiaomi dimostra un approccio progettuale sempre più definito e meno casuale.

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