Il vicepresidente di Xiaomi Auto, Li Xiaoshuang, ha risposto alle voci secondo cui la Xiaomi SU7 richiederebbe fino a due giorni per ricaricarsi all’estero usando solo ricariche lente in AC. L’intervento chiarisce lo scenario di compatibilità delle interfacce e la disponibilità di infrastrutture lungo le rotte internazionali, con particolare attenzione al collegamento Cina–Europa.

Compatibilità delle interfacce di ricarica
Li ha affrontato il tema della compatibilità, prendendo come esempio il viaggio dalla Cina all’Europa. In Asia centrale, Russia e Ucraina, tra il 70–80% delle infrastrutture adotta standard locali o europei, offrendo un’esperienza di ricarica paragonabile a quella domestica. In molti casi non servono accessori dedicati; altrove, adattatori standard risultano sufficienti.
– In Europa il connettore prevalente è CCS2 per la ricarica DC ad alta potenza, con Type 2 per la ricarica AC.
– In Cina i veicoli usano generalmente lo standard GB/T (AC e DC).
In termini pratici, gli adattatori AC (Type 2↔GB/T) sono relativamente diffusi, mentre gli adattatori DC sono rari e soggetti a vincoli tecnici e normativi. La fattibilità della ricarica rapida dipenderà quindi dal tipo di SU7 in circolazione e dalla disponibilità di soluzioni certificate nei mercati attraversati.
Distribuzione dell’infrastruttura lungo le rotte internazionali
Secondo Xiaomi Auto, le principali rotte internazionali risultano “ben servite” da colonnine, con eccezioni in aree come Iran, Afghanistan e parti dell’Africa centrale e meridionale, dove il contesto geografico limita la densità delle stazioni. Questo quadro suggerisce che la pianificazione del viaggio resta fondamentale, soprattutto al di fuori dei corridoi più battuti.

Percorso Cina–Europa: densità delle colonnine
Per la tratta verso l’Europa, Li evidenzia la presenza di punti di ricarica ad alta potenza ogni 150–200 km tra Kazakhstan e Russia. Una volta in territorio europeo, la copertura aumenta sensibilmente, con stazioni veloci ogni 20–50 km. Pur non citando marchi specifici, la presenza di reti ad alta potenza ridurrebbe l’ansia da autonomia, a condizione di poter accedere alla ricarica DC.
Implicazioni pratiche: tempi, adattatori e pagamenti
L’ipotesi dei “due giorni” nasce spesso da scenari di ricarica su prese domestiche a bassa potenza (es. 2–3 kW in AC), non rappresentativi dell’uso tipico in viaggio:
– Le wallbox AC pubbliche/residenziali offrono comunemente 7,4–11 kW (fino a 22 kW trifase), riducendo i tempi rispetto alle prese domestiche.
– Le colonnine DC ad alta potenza (oltre 50 kW e fino a 150–350 kW a seconda della rete) sono quelle che consentono ricariche rapide su lunghe percorrenze.
Resta centrale la questione dell’accesso: app, tessere e roaming tra operatori possono variare per Paese. La disponibilità di adattatori omologati e la compatibilità software con le reti locali saranno fattori determinanti tanto quanto la presenza fisica delle colonnine.
Prezzo e disponibilità
Nella dichiarazione non vengono forniti dettagli su prezzi o tempistiche di disponibilità internazionale della Xiaomi SU7. Fino a comunicazioni ufficiali, il posizionamento fuori dalla Cina rimane indeterminato, incluse le scelte definitive sullo standard di ricarica per i mercati esteri.
Le nostre impressioni
La smentita di Xiaomi Auto ridimensiona un’affermazione semplicistica (“due giorni” di ricarica) che confonde ricarica domestica lenta con l’uso reale di AC pubblica e DC ad alta potenza. La copertura lungo la rotta verso l’Europa appare credibile, ma l’effettiva esperienza d’uso dipenderà da tre variabili chiave: standard di connettività adottato per l’export, disponibilità di adattatori certificati (soprattutto DC) e accordi di interoperabilità con i principali operatori di ricarica. Finché questi elementi non saranno chiariti, l’idoneità della SU7 ai viaggi intercontinentali resta promettente sulla carta, ma da validare sul campo.

